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Bisogna ricercare una simbiosi fra città e campagna

Le Comunità tendono a far cadere la distinzione tra città e campagna, assegnando a un’unica amministrazione centri urbani e vasti territori agricoli, in modo da rendere possibile:

  1. una simbiosi tra economia agricola ed economia industriale
  2. nelle zone agricole, un processo graduale di organizzazione di vita moderna a contatto con la natura
  3. La trasformazione delle grandi città alveolari in organismi urbani in cui la natura riprenda il suo grande posto e l’uomo abbia fuori del lavoro e nel lavoro il sentimento di una vita più armonia e più completa (la formazione di grandi oasi educative, ricreative, culturali in tutti i quartiere della grande città)
  4. l’estensione ai villaggi isolati delle provvidenze igieniche, culturali e ricreative, privilegio dei centri più importanti, e loro generale perfezionamento. Questo è il grande compito dell’urbanistica moderna. Senza un’adeguata trasformazione politica e amministrativa una simile realizzazione è impossibile.

Le grandi città moderne, che hanno tratto generalmente dallo sviluppo industriale l’origine principale della loro espansione, sono ormai impotenti a conferire un’armonia di vita, un tempo spontanea. Gli interessi più disparati non sono più risolvibili in una sintesi. Nella caotica situazione creata dal loro inestricabile groviglio, prevalgono con facilità immensi privilegi.

Le Fabbriche di Bene, Adriano Olivetti, Pos. 414-31 su Kindle

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