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Città e campagna sono un solo universo

Olivetti fu tra i primi a concepire la scienza urbanistica svecchiandola dall’angusta concezione come pianificazione “delle città” (concezione che la legge urbanistica del 1942 faceva propria) e concependola come governo complessivo del territorio, dove città e campagna dovevano formare, idealmente ed esistenzialmente, un solo universo, nell’equilibrio delle due componenti. Il compito dell’urbanista e della Comunità alla quale egli presta la sua opera è di contrastare l’istinto all’anonimato che lo porta a “pigiarsi nel gregge”, di combattere il “distacco opprimente dalla natura”, di valorizzare i momenti di silenzio, nei quali l’individuo trova se stesso e la sua autonomia personale (“Noi sogniamo il silenzio”, in Il mondo che nasce, cit., pp. 107 ss.).

Le Fabbriche di Bene, Adriano Olivetti, Pos. 137-43 su Kindle

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