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Menichinelli: cos’è un FabLab, le diverse prospettive

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In questo post, scritto più di un anno fa, Massimo Menichinelli delinea le diverse sfaccettature di un FabLab. Se per il grande pubblico si tratta di uno spazio allestito con qualche stampante 3D, dove per lo più si fabbricano droni, la realtà è molto diversa ed eterogenea: sono infatti 10 i punti chiave individuati nella loro definizione, che elenchiamo per convenienza qui di seguito.

  1. Uno spazio per bit ed atomi
    Con questo si intende uno spazio per la sperimentazione sull’incontro fra informazione e materia, dal virtuale al reale e viceversa
  2. Parte di una rete
    Essere un FabLab significa essere un nodo di una rete globale, dove la contaminazione e la condivisione delle reciproche scoperte è la base per facilitare la replica e fabbricazione di ogni progetto in ogni nodo della rete.
  3. Una Comunità
    Ogni FabLab fa quindi parte di due comunità: quella locale relativa agli utilizzatori degli spazi, e quella globale, di cui abbiamo parlato prima
  4. Un insieme di strumenti condiviso
    Senza un certo numero/tipo di strumenti di fabbricazione digitale, un FabLab non può definirsi tale, a meno che non si trovi nella sua fase di pianificazione!
  5. Un insieme di conoscenze
    Gli utenti che entrano in un FabLab si aspettano di entrare in uno spazio dove potranno chiedere aiuto, oltre a darne, per cui bisogna avere un certo numero di conoscenze, sia tecniche che di progettazione, e mantenersi sempre aggiornati
  6. Un insieme di processi
    Condividere i processi è necessario per poter permettere una operosa ed efficiente collaborazione tra tutti i nodi della rete
  7. Un servizio
    Per quanto si faccia leva sulla propria comunità, il FabLab verrà portato avanti da un ristretto gruppo di persone che quindi offriranno/gestiranno un servizio alla/per la propria comunità! Diventa quindi essenziale gestire un FabLab e le sue attività secondo le logiche del service design
  8. Non è un Franchising
    Un FabLab non è un franchising. Si può entrare a far parte della rete gratuitamente, non c’è un modello prestabilito da seguire, esclusa una lista di “valori” condivisi, e le informazioni per attrezzare un FabLab sono aperte e consultabili gratuitamente.
  9. Un business
    Un FabLab ha bisogno di risorse per funzionare. Per questo ci si dovrà occupare di stilare un business model adeguato che, oltre al finanziamento iniziale, garantisca la sua durata nel tempo.
  10. Un concetto in fase di sviluppo
    Quando nacque il primo FabLab al Center for Bits and Atoms del MIT, non si pensava ad una rete globale. Questa è nata spontaneamente, ed è perciò intrinsecamente eterogenea, generata da esperienze e percorsi differenti ognuno dei quali ha portato il suo contributo nello sviluppo dello stato attuale. Nel rispetto dei principi condivisi dalla comunità, ogni contributo allo sviluppo è beneaccetto.

http://www.makeinitaly.foundation/che-cosa-e-un-fablab/?lang=it

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