• Italiano
  • English

Uomo e macchina: due domini ostili

«Nelle esperienze tecniche dei primi tempi» – scrive Olivetti (“Prime esperienze in una fabbrica”, in Il mondo che nasce, Edizioni di Comunità, Roma-Ivrea, 2013, p. 13) – «quando studiavo problemi di organizzazione scientifica e di cronometraggio, sapevo che l’uomo e la macchina erano due domini ostili l’uno all’altro, che occorreva conciliare. Conoscevo la monotonia terribile e il peso dei gesti ripetuti all’infinito davanti a un trapano o a una pressa, e sapevo che era necessario togliere l’uomo da questa degradante schiavitù».

Le Fabbriche di Bene, Adriano Olivetti, Pos. 92-96 su Kindle

Rispondi