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Il ruolo del designer, 3: The Limits to Growth

Image credits - Mahivuni.com

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La crescente sensibilità verso le tematiche sociali ed ambientali, unita ad una certa critica del sistema produttivo così come sviluppato dagli anni ‘60 in poi, hanno portato molte persone ad interrogarsi sui possibili sviluppi futuri della professione. Nasce in questo modo la questione “etica” del design, con voci di rilievo e posizioni estremamente critiche già dai primi anni, sulla scia del movimento ambientalista nato dal libro Silent Spring di Rachel Carson.

A dare evidenza scientifica delle tesi ambientaliste fu lo studio commissionato dal Club di Roma ad un gruppo di scienziati del MIT presieduto da Dennis e Donella Meadows dal titolo Limits to Growth.

Si tratta della prima ricerca mirata a simulare le conseguenze dello sviluppo senza sosta su un sistema limitato come la Terra. Il modello di simulazione usato era World3, sviluppato internamente al MIT, ed analizzava 5 variabili: popolazione mondiale, industrializzazione, inquinamento, produzione alimentare e consumo delle risorse. Il sistema fu tarato per testare tre diversi scenari, due dei quali sono risultati nel collasso globale, mentre il terzo portò ad un equilibrio stabile.

La ricerca volle valutare quali fossero le tendenze (e le conseguenze) dello sviluppo assecondando le tendenze di crescita di quel periodo, e contribuì a creare un forte dibattito fra sostenitori e detrattori delle modalità adottate per costruire il modello ed analizzare i risultati.

Rimane tuttavia fondamentale tenere a mente che, a distanza di più di trent’anni, sono diverse le tesi a favore dell’analisi condotta dai Meadows e gli studi che confermano le tendenze di consumo ipotizzate in Limits to Growth, che viene riconosciuto come uno dei testi più influenti del ventunesimo secolo.

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