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Lab.Criativo: le nostre conclusioni

ascapeu-conclusioni-1Analizzando il percorso fatto in cinque mesi con i catadores e la famiglia dell’Ascapéu, possiamo ritenerci veramente soddisfatti. Abbiamo portato esperienze nuove e pratiche differenti in un contesto in cui queste tematiche sono necessarie.

Si è attivato un piccolo centro di produzione artigianale in cui si sono sperimentate tecniche di autocostruzione ad un buon livello, soprattutto se rapportato con il precedente progetto in cui i catadores erano stati coinvolti l’anno prima.

Il progetto in questione partiva da fondi europei provenienti dalla germania, a cui l’associazione era arrivata tramite un bando scritto a quattro mani con il municipio di Pompéu, per attivare soluzioni innovative mirate al riuso creativo degli scarti che solitamente si trovano in un centro di raccolta di catadores.

Il progetto prevedeva un finanziamento di 15.000 reais. Con questi soldi è stato pagato un tutor di progetto che ha accompagnato i catadores in un percorso di tre mesi, volto alla creazione di un prodotto, ed è stato acquistato tutto il materiale necessario per realizzare il progetto. L’oggetto che è stato tirato fuori da questo percorso è una marionetta fatta di tappi di bottiglia legati fra loro da una corda elastica.

I catadores che partecipavano al progetto venivano pagati 200 reais al mese, se partecipavano a tutte le lezioni svolte da un’artigiana di Pompéu. Ovviamente le lezioni venivano seguite per poter accedere a questi soldi a fine mese e non per un reale interesse rivolto al progetto: questa non è una considerazione personale, ma le dirette parole dei catadores, durante lunghissime chiacchierate nel mio tempo di permanenza nell’associazione.

Non è mio interesse screditare il lavoro fatto dall’artigiana ma più che altro ragionare sulle reali necessità per un luogo del genere: davvero c’era bisogno di insegnare delle tecniche per costruire una marionetta con tappi di bottiglia?

L’artigiana ha svolto il suo lavoro, ha preso i suoi meritati soldi ed il progetto è morto subito dopo. I catadores non hanno mai continuato a produrre marionette, perché ritenute poco interessanti ed esteticamente poco valide. Ma soprattutto a mio avviso perché le lezioni non hanno lasciato un know-how utile ai catadores, forse ritenuti al tempo non abbastanza colti o sapienti per poter attivare un progetto più complesso e di più ampio respiro.

Sicuramente gli obiettivi posti all’inizio del progetto Lab.Criativo erano molto ambiziosi e sono stati modificati in corso d’opera, come ogni progetto rivolto a comunità che lavorano in situazioni di emergenza, ma facendo un analisi ormai a freddo del lavoro svolto, si possono definire raggiunti, se non del tutto, in ampia parte.

Un’altra soddisfazione grande ci è stata data dalla selezione al progetto “Objeto Brasileiro” un bando che prevedeva un premio in denaro rivolto ai prodotti o ai movimenti che parlassero del popolo Brasiliano.

Siamo stati selezionati tra oltre 430 partecipanti provenienti da tutto il Brasile, entrando nella fase finale con altri dieci progetti. Purtroppo, non abbiamo vinto il premio in denaro, ma la selezione nelle fasi finali in un concorso del genere – che attira gli artigiani più interessanti del Brasile – è stata una grandissima soddisfazione.

Soprattutto se si pensa che i nostri prodotti provenivano dai rifiuti della città e sono stati creati in un centro di raccolta di catadores, che nell’immaginario collettivo sono solamente dei luoghi dove vengono accumulati scarti di ogni genere.

Questo risultato, unito a tutto il movimento che siamo riusciti a creare in cinque mesi, ci ha permesso di dimostrare e di mettere in pratica realmente un principio del design sistemico: Rifiuto=Ricchezza. Cosa ancor più importante siamo riusciti a dimostrarlo ai catadores, cercando di dare a loro nuove speranze, nuove possibilità, nuova fiducia nel loro lavoro.

ascapeu-conclusioni-2Oltre i riconoscimenti ottenuti all’esterno della nostra cittadina, arrivati dalla partecipazione e selezione a due progetti nazionali, sono arrivati feedback positivi e incoraggianti dal municipio di Pompéu, il finanziamento di 10.000 reais per attivare le lezioni all’interno del laboratorio e la commissione per la progettazione e realizzazione dei souvenir della città, cosa che ci ha riempito di gioia e orgoglio.

Soddisfazioni ancor più grandi sono arrivate dal lavoro svolto con i ragazzi. I più giovani con il progetto “Vivo no Interior” mirato alla produzione di quadri raffiguranti le piccole bellezze della città di Pompéu e i più grandi con le lezioni all’interno del laboratorio.

In tutte e due i progetti, oltre a sviluppare ed accrescere le capacità manuali, l’obiettivo principale era dimostrare che il lavoro si può inventare usando fantasia, studio e applicazione e che le nostre mani sono portatrici di grande potenzialità se indirizzate nel verso giusto.

Il progetto con le donne della borsa famiglia è stato un successo dal punto di vista delle vendite e soprattutto dal sentimento fatto nascere in loro di possibile indipendenza economica dal marito. Inoltre, questo progetto in cui siamo stati accompagnatori nella prima fase continua ancora adesso in modo indipendente. Le donne si continuano ad incontrare e a produrre borse e portamonete in materiale di recupero proveniente dall’Ascapéu, accompagnate dalla sarta artigiana che ha sviluppato il progetto insieme a noi.

Dalla nostra esperienza sta nascendo un altro progetto simile vicino alla capitale di Minas Gerais. Siamo in contatto con un operatore sociale specializzato nella lavorazione del bambù, Glauco Gonçalves Dias, che da subito ha mostrato grande interesse per il progetto, ci ha sostenuti durante la campagna di finanziamento su internet dandoci visibilità e contribuendo anche economicamente.

Il suo obiettivo è quello di creare un laboratorio di produzione artigianale nel centro di catadores della città di Raposos, che produca arredi con i materiali di scarto raccolti dai catadores e che produca reddito per i lavoratori. Stiamo lavorando con lui e condividendo tecniche e saperi per aprire questo laboratorio, credendo fortemente nella condivisione, perché solo in questo modo si possono portare avanti progetti che hanno un impatto positivo sul territorio e sulle persone.

Ora il laboratorio continua a lavorare con l’accompagnamento della designer Thayana Meneses, il nucleo di ragazzi formati durante la mia permanenza si continua a vedere anche se in maniera più saltuaria, e fortunatamente con loro continua il lavoro anche il muratore/artigiano tutto fare Elton che si è rivelata una persona di grande affidabilità, organizzando di sua iniziativa incontri con i ragazzi e continuando una piccola produzione. I progetti sono forse più semplici, ma ci sono, e la direzione è quella giusta.

Il periodo di tutoraggio è servito ad insegnare tecniche di autocostruzione ed a sviluppare dei piccoli manuali dei progetti realizzati, che si sono rivelati fondamentali per continuare la microproduzione.

Il laboratorio, oramai attrezzato per poter affrontare vari tipi di lavorazione, può dar vita ad ulteriori progetti necessari in un contesto di povertà come quello del quartiere periferico dove si trova il capannone dei catadores: potrà funzionare come centro di tool-sharing, ovvero condivisione degli strumenti, al servizio della città.

In territori dove le condizioni economiche degli abitanti non sono tra le più facili, tutti quanti si adoperano per poter creare in maniera autonoma un oggetto per la propria casa od un pensiero per i propri figli, ma spesso e volentieri quello che manca è la possibilità di lavorare con degli attrezzi di qualità: per questo, il Lab.Criativo ha le potenzialità per dare queste opportunità a tutta la città.