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Scenari possibili: un rapido confronto

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Abbiamo portato avanti due progetti in due contesti estremamente diversi fra loro. In Brasile, siamo partiti da una situazione di estrema povertà e dalla fascia più bassa della popolazione, i catadores. In Italia, siamo partiti da un quartiere in emergenza sociale, dove i progetti degli anni passati sono stati visti dalla popolazione come interventi per lo più fini a sé stessi, dopo il forte entusiamo iniziale.

Questo ha generato due reazioni completamente diverse. Nella comunità brasiliana è stato possibile riconoscere la voglia di mettersi in gioco, lo spirito di condivisione e l’umiltà delle persone, che erano portate ad accettare un indirizzo, dei consigli. Dopo il crowdfunding iniziale, il contributo dell’amministrazione pubblica è stato fondamentale per proseguire le attività con successo dando un’immediata continuità all’azione di progetto che ha dato i suoi frutti, moltiplicando le potenzialità del luogo.

A Barca questo senso di accettazione e condivisione c’è stato nel 2010, quando per la prima volta i cittadini vedevano l’interesse dei curatori come una volontà di risolvere e rispondere ad un loro bisogno. Tuttavia, il passare degli anni ed il progressivo ridursi dei fondi necessari alle attività hanno portato un forte senso di disillusione.

Questo non vuol dire che non ci siano stati risultati. I locali ora sono ristrutturati, il portico è stato messo in sicurezza ed i lavori sono ancora in stato di (lento) avanzamento, segno dell’interesse da parte della Circoscrizione 6. Grazie alle nostre segnalazioni, ora non piove più dentro i locali dello Spazio Anziani e neanche in quelli dell’Officina.

Il problema è stato il tempismo. Rimane il fatto che i locali sono stati dichiarati aperti da una comunicazione avventata già nel 2013, apertura che in assenza di liquidità è stata quasi un proclama fine a sé stesso, utile non si sa a chi, perché di fatto le saracinesche sono rimaste chiuse fino ad Aprile 2014.

E’ per questo che da Settembre 2014 a Gennaio 2015 abbiamo deciso di concentrare tutte le nostre energie nella ricerca di fondi: per partire da capo, unica alternativa possibile allo stallo del progetto.

Esistono poi delle differenze determinate dal contesto. In Brasile, l’amministrazione si è subito preoccupata di strutturare anche delle proposte, consigliando iniziative mirate e dando un aiuto concreto, perché intravedeva delle chiare possibilità di sviluppo. Pompéu è una città piccola ed il filo diretto con il comune è possibile. In Italia è diverso, con la Circoscrizione che più volte non ha potuto contribuire anche con piccole cifre, ed anche la nostra inziativa è stata penalizzata in partenza, quando partecipando al Bando 4 Aree del Piano Adolescenti ci siamo visti abbassare il punteggio proprio nella componente che più ci rappresentava: Innovazione.

Anche lì, 9.000 € circa avrebbero garantito la pianificazione di alcune attività per tutto il 2015 dando un preciso segnale di cambiamento, mentre noi ci saremo occupati di identificare nuove strategie per raggiungere una sostenibilità anche economica. Non è possibile infatti prescindere da un investimento iniziale, economico o temporale.

Da parte nostra, non sappiamo quantificare quali siano stati i fondi disponibili in passato, ma sono stati gestiti in una logica d’intervento “a spot”. Questo, inevitabilmente, ha rallentato l’operatività del progetto, quasi mandando in stallo la situazione, almeno fin quando i gruppi di Studio Superfluo e Sustainable Making non si sono impegnati per rimettere in gioco il progetto, che dalla fine del 2014 ha già raggiunto notevoli risultati. Abbiamo deciso di lavorare con pazienza e determinazione verso una obiettivo chiaro e condiviso: quello di dare ai giovani della periferia le stesse opportunità di chi vive in centro.